| 17.9.2010 - Sistema di valutazione - OIV - Scadenza 30 settembre |
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| Informazione - 2010 |
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17.09.2010 - ENTRO IL 30 SETTEMBRE LE AMMINISTRAZIONI DEVONO ADOTTARE IL “PIANO PER LA PERFORMANCE”. QUASI ASSENTE, ALL’INTERNO DI MINISTERI ED ENTI, IL CONFRONTO CON IL SINDACATO SUI CONTENUTI DEL “PIANO”. In base alla tempistica di attuazione del d.lgs. 150/2009, entro il prossimo 30 settembre tutti gli O.I.V. (Organismi Indipendenti di Valutazione) delle amministrazioni centrali dello Stato dovranno definire il “Sistema di misurazione e valutazione della performance” (da adottare con atto formale dell’organo di indirizzo politico-amministrativo), in modo tale da assicurarne l’operatività a partire dal 1° gennaio 2011. Come è noto, su questo importantissimo tema – che di fatto è il perno intorno a cui ruota tutto l’impianto della c.d.”riforma Brunetta” della pubblica amministrazione - la Commissione per la Valutazione e la Trasparenza (CIVIT) ha già emanato due delibere: la n. 89 (di cui è stato recentemente divulgato il testo definitivo, in esito alle osservazioni ricevute dalla Commissione rispetto alla prima stesura del luglio scorso), concernente la “performance organizzativa”, e la n. 104, concernente... la “performance individuale”. Si tratta di due aspetti strettamente collegati fra loro, parti integranti ed inscindibili del “Sistema di misurazione e valutazione della performance”. La definizione del “Sistema” è – nella logica della riforma – un passaggio essenziale per attuare i nuovi meccanismi di premialità previsti dal decreto 150. Esso presuppone che in ciascuna amministrazione vengano preventivamente individuati: - gli obiettivi di largo respiro, da raggiungere e misurare in un arco di tempo relativamente esteso (ad es: un triennio); - gli obiettivi strategici, funzionali ai precedenti, da raggiungere e misurare entro scadenze temporali più ravvicinate (ad es: un anno); - una griglia di “indicatori” che definiscano cosa misurare per valutare il grado di raggiungimento degli obiettivi; - la individuazione di “target” e valori di riferimento per misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi fissati. A fronte di un’architettura così complessa (e così innovativa per la pubblica amministrazione italiana), non sorprende che le due delibere della Civit, che forniscono alle amministrazioni indicazioni e indirizzi per la definizione e l’adozione dei sistemi di misurazione, assomiglino a delle vere e proprie dispense universitarie di economia aziendale, infarcite di tecnicismi e fortemente incentrate (specialmente la delibera n. 89, lunga ben 68 pagine !) sulla ricognizione degli aspetti metodologici del processo di definizione del sistema. Poiché dal 2011 la corretta adozione del “Sistema” avrà riflessi importanti sul salario accessorio e sulla distribuzione di quote cospicue del FUA nei ministeri e negli enti, diventa essenziale attivare in tutte le amministrazioni forme di monitoraggio e di confronto con la controparte sull’attività degli O.I.V. in vista della scadenza cruciale del 30 settembre. Occorre verificare se e come gli OIV stiano adempiendo alle disposizioni previste dal decreto 150, attenendosi alle linee di indirizzo fornite dalla Commissione. Solo per fare qualche esempio, è essenziale che il sindacato conosca, nell’ambito del “sistema di misurazione e valutazione della performance” adottato dalla propria amministrazione, quali sono gli obiettivi strategici che l’amministrazione intende perseguire a lungo e a corto raggio e verificare se tali obiettivi sono prevalentemente orientati sulla soddisfazione dell’utenza esterna. E’ essenziale che il sindacato sia informato e coinvolto rispetto alla definizione degli “indicatori” di performance. E’ essenziale che il sindacato sia informato e coinvolto sulla scelta dei “target” di riferimento in base ai quali, poi, gli stessi OIV e i singoli dirigenti provvederanno a misurare e a valutare l’azione amministrativa sotto il profilo organizzativo e dell’apporto individuale dei singoli lavoratori. Non possiamo infatti accettare che provvedimenti così importanti per il futuro professionale di milioni di nostri colleghi vengano adottati tagliando fuori dai processi decisionali gli operatori del servizio pubblico, ossia coloro sui quali grava maggiormente il compito di provvedere alla riforma e all’ammodernamento della macchina amministrativa italiana. |


