| 12.08.2011 - Così è troppo facile |
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| Informazione - 2011 |
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Come lavoratori e come cittadini, seguiamo con ansia e preoccupazione l'evolversi drammatico della crisi finanziaria internazionale, che in queste ore sembra stia travolgendo tutto e tutti.
Malgrado le durissime misure già adottate dal governo non più tardi di qualche settimana fa - misure che colpiscono in massima parte le fasce sociali più deboli - il nostro Paese non appare in grado di sottrarsi al gioco al massacro della speculazione monetaria internazionale. Non c'è manovra che tenga. Ogni giorno le notizie che si susseguono dalle varie borse mondiali descrivono uno scenario apocalittico, con perdite spaventose che vengono calcolate in centinaia di miliardi di euro. In mezzo a questa tempesta senza fine, quello che spaventa di più è la reazione del mondo politico italiano. Gli esponenti più autorevoli dei vari partiti si preoccupano solo di rilasciare dichiarazioni che non scontentino i rispettivi bacini elettorali. I rappresentanti del popolo eletti nel Parlamento nazionale sembrano impegnati unicamente a regolare i conti delle loro faide di palazzo, immersi in una loro realtà parallela e sempre più lontani dai problemi del Paese. I politici locali, lontani dai riflettori, continuano come se nulla fosse a divorare risorse della collettività per effetto degli emolumenti e dei compensi di loro spettanza (parliamo di oltre 120.000 persone, secondo i primi calcoli della Commissione Giovannini !), per tacere delle innumerevoli situazioni di sperpero di denaro pubblico causato da scelte di malgoverno. A nulla servono le estenuanti riunioni con le parti sociali. A nulla servono le prese di posizione di singoli esponenti della società civile. A nulla sono serviti, purtroppo, i documenti che i rappresentanti dell'Italia reale (imprese e lavoratori) hanno sottoscritto insieme nei giorni scorsi ed hanno consegnato alla politica, per chiederle di darsi una scossa e di incominciare finalmente ad agire nell'interesse del Paese, prima che sia troppo tardi, indicando le priorità assolute alle quali mettere mano da subito per tentare arginare la crisi. L'unica risposta che la nostra stordita casta politica oggi sembra in grado di dare, è quella che abbiamo ascoltato oggi dalle parole del Ministro dell'Economia dinanzi alle Commissioni parlamentari, eccezionalmente riunite con in un gabinetto di guerra. Ancora e di nuovo:
Misure che sarebbero state chieste dalla Banca Centrale Europea in una lettera al governo che probabilmente nessuno altro leggerà mai. Perché – hanno spiegato – non sta bene rendere pubbliche le lettere riservate... Ecco dunque la risposta della classe politica italiana alla crisi finanziaria mondiale più devastante dopo quella del 1929. Ecco il regalo di ferragosto che la casta si prepara a fare al Paese. Anzi, a quella parte del Paese a cui si chiede di pagare il conto della ricchezza e degli sprechi altrui. Quanto alla riduzione dei costi della politica, al rilancio della produttività, alle misure per far ripartire la domanda interna, all'attuazione di misure vere contro l'evasione fiscale più alta del mondo occidentale, allo scardinamento delle lobbies professionali che intervengono come vogliono per modificare a loro piacimento le manovre finanziarie... niente, tutto è ancora in alto mare. Serve altro tempo per decidere. Se ne riparlerà più avanti. Come cittadini italiani e come lavoratori della pubblica amministrazione siamo angosciati di quello che sta avvenendo e delle cose senza senso che continuiamo ad ascoltare (o a non ascoltare) da parte di chi avrebbe la responsabilità di guidarci fuori della tempesta in cui, nostro malgrado, ci hanno tirato dentro. Misure talmente inique ed assurde che non solo non basteranno a scongiurare la recessione (questo si comprende a prima vista), ma probabilmente finiranno per creare le condizioni – soprattutto sul piano economico e sociale – per un ulteriore peggioramento della situazione. Di fronte a tale scenario la ricetta che proponiamo è semplice:
E' evidente che resta confermato lo stato di agitazione del personale che rappresentiamo poiché, qualora le assurde voci che si rincorrono in queste ore, dovessero trovare conferma non potrà non esserci una dura reazione da parte di chi è da sempre costretto a pagare il conto in perfetta solitudine. Il Segretario Generale |



