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ORA ANCHE GLI STATALI POTRANNO AVERE LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE:
UNA BATTAGLIA DELLA UIL-PA DURATA PIU’ DI DIECI ANNI.
Con la definizione dei criteri per la nomina ed il funzionamento degli organismi statutari del fondo Sirio, avvenuta questa mattina, è stato rimosso anche l’ultimo ostacolo che impediva l’avvio della previdenza complementare per i dipendenti dei Ministeri, degli Enti Pubblici non economici, della Presidenza del Consiglio, del CNEL e dell'ENAC.
Ora anche i lavoratori appartenenti a questi comparti potranno – se lo vorranno – aderire ad un proprio fondo pensione, come già avviene da qualche anno per i dipendenti della Scuola e, più recentemente, per quelli degli Enti Locali e della Sanità.
Per motivi non certo dipendenti dalla nostra volontà, eravamo rimasti gli ultimi. Ma anche grazie all’impegno, alla volontà e – possiamo dirlo – alla testardaggine della UIL Pubblica Amministrazione siamo finalmente riusciti a portare a casa un risultato che apre una nuova speranza per il futuro previdenziale di centinaia di migliaia di lavoratori: soprattutto di coloro che hanno ancora dinanzi a sé molti anni di servizio prima del collocamento a riposo.
La previdenza complementare è ormai divenuta un elemento quasi insostituibile di integrazione al reddito pensionistico per coloro che lasceranno il servizio attivo già a partire dai prossimi anni. Non a caso, quasi tutti i lavoratori appartenenti alle categorie del lavoro pubblico e privato hanno da tempo la possibilità di scegliere fra due possibilità: aderire a un proprio fondo pensione, secondo le regole fissate dalla contrattazione collettiva, oppure ‘acquistare’ (più o meno a scatola chiusa) i prodotti commerciali in vendita nel vasto mercato della previdenza privata. Solo agli statali era negata questa opportunità di scelta. Per loro infatti, sino ad oggi, l’unica possibilità di integrare il reddito della previdenza obbligatoria è stata quella di rimettersi alle proposte e alle condizioni offerte dai vari istituti bancari e assicurativi privati.
Con l’avvio del fondo Sirio si metterà fine a questa ennesima, ingiustificata discriminazione ai danni di una sola categoria di lavoratori.
Noi siamo convinti che le forme di previdenza complementare definite attraverso la contrattazione collettiva siano le sole che permettano ai lavoratori di tutelare al meglio i loro risparmi previdenziali, poiché esse, per definizione, sono gestite non con finalità di lucro, ma di tutela sociale. Ecco perché la UIL-PA ha sempre creduto nell’obiettivo di realizzare un fondo pensionistico chiuso riservato ai dipendenti delle Amministrazioni centrali.
In una fase in cui le prestazioni del sistema previdenziale vengono progressivamente ridotte e, nello stesso tempo, si inaspriscono i requisiti richiesti per l’accesso ai trattamenti pensionistici, l’avvio del nostro fondo pensione offrirà ai lavoratori un’opportunità concreta di recuperare, nel tempo, una parte significativa delle perdite subìte in termini di rendimento pensionistico. Il che significa, in pratica, recuperare una parte significativa del livello di qualità della vita alla fine del periodo lavorativo.
Da questo punto di vista, non c’è dubbio che l’avvio dell’attività del fondo Sirio, ormai imminente, costituisca un segnale di controtendenza in questo drammatico momento storico nel quale la politica, con inqualificabile cinismo e preoccupante superficialità, scarica sulla previdenza obbligatoria e sui pubblici dipendenti (specialmente su quelli delle Amministrazioni centrali) il peso più forte del risanamento dei conti pubblici di un Paese sull’orlo del baratro economico.
Ora però inizia la fase più importante e delicata, dal cui esito dipenderà in massima parte il successo o il fallimento del fondo: informare in modo capillare e dettagliato i lavoratori sulle modalità di adesione, sulle regole di funzionamento, sui costi e sui vantaggi. Ogni singolo lavoratore dovrà essere posto nella condizione di poter esercitare la propria scelta (aderire o non aderire alla previdenza complementare) in totale ed assoluta libertà e consapevolezza.
Questo è un aspetto che la UIL Pubblica Amministrazione giudica fondamentale !
Toccherà ovviamente alle amministrazioni e all’INPDAP farsi carico di avviare da subito una massiccia campagna informativa nei Ministeri e negli Enti. Ma noi siamo pronti a fare la nostra parte. La nostra organizzazione sarà vicina ai propri iscritti e a tutti i lavoratori in ogni ufficio e in ogni unità operativa, con l’impegno delle nostre strutture nazionali e territoriali e dei nostri quadri e delegati in ogni posto di lavoro.
Da subito ci adopereremo affinché anche ai colleghi delle Agenzie Fiscali venga data al più presto la possibilità di aderire al fondo Sirio. Riteniamo che sia importante allargare il più possibile la platea dei potenziali destinatari del fondo ma, soprattutto, siamo convinti che sia necessario assicurare da subito anche ai colleghi di queste amministrazioni il diritto di poter scegliere se iscriversi o meno ad un fondo pensione negoziale per integrare al meglio la propria pensione.
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