| 16.05.2011 - REVISIONE PART TIME |
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| Informazione - 2011 |
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RICORSO AL GIUDICE DEL LAVORO. PRIMA VITTORIA. Il Giudice del Lavoro del Tribunale Ordinario di Trento ha accolto il ricorso di una dipendente del Ministero della Giustizia con conseguente annullamento del provvedimento di trasformazione del rapporto di lavoro part-time in rapporto di lavoro a tempo pieno, adottato dall'Amministrazione di appartenza in attuazione dell’articolo 16 della legge 4 novembre 2010, n. 183 (il cosiddetto collegato lavoro). In virtù di tale norma, infatti, numerose pubbliche amministrazioni stanno procedendo alla revisione dei contratti part-time in vigore e firmati anteriormente all'entrata in vigore del decreto legge 112/2008. In tale contesto, la sentenza del Tribunale di Trento assume notevole importanza considerato che le Amministrazioni, nel riesaminare i contratti già stipulati alla data di entrata in vigore del citato decreto legge, hanno posto in situazioni di enorme difficoltà tanti lavoratori per i quali la scelta del rapporto di lavoro a tempo parziale costituisce un’esigenza di primaria importanza nella conciliazione delle problematiche lavorative e delle esigenze familiari, ripristinando spesso condizioni di estrema complessità gestionale e organizzativa della vita quotidiana, con implicazioni anche di natura economica. Per il profilo che assume si tratta di una sentenza dirompente, che si pone come battistrada nella battaglia che molti lavoratori hanno intrapreso o stanno intraprendendo in difesa della propria dignità umana. Nello specifico, dalla lettura della sentenza, si coglie come la norma “incriminata” si ponga in evidente contrasto con i contenuti della direttiva comunitaria n. 97/81 del 15 dicembre 1997 concernente il lavoro a tempo parziale. In particolare, tra le motivazioni, viene rilevato come “il cit. art. 16 della legge 4.11.2010, n. 183, confliggendo con la direttiva 15.12.1997, n. 97, n. 97/81/CE, debba essere disapplicato”. Esprimiamo grande soddisfazione per questa prima vittoria, e ribadiamo la necessità, già affermata, che tutte le nostre strutture nazionali e territoriali si adoperino per vigilare sui comportamenti adottati dalle singole Amministrazioni, contrastando le scelte che si configurano prive di motivazioni o adottate in maniera automatica e comunque segnalando alla Segreteria nazionale UIL PA tali situazioni.
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